Tutte le principali regole per difendere i bambini dai rischi dei raggi solari.

Lo sappiamo tutti, ormai. Il vero pericolo dell’estate sono i raggi UV. Soprattutto per le pelli delicate dei bambini. Per questo è necessaria ricercare la massima protezione per loro.

Sono tante le regole che dovremmo seguire al mare, in montagna e anche in campagna. La più conosciuta dalle mamme è evitare di lasciarli sotto il sole dalle 12 alle 16. Può sembrare complicato, soprattutto se il bambino non ama fare il pisolino. Ma con un po’ d’ingegno ci si può riuscire. Un’idea? Organizzate una bella partita di calcio o bocce sotto l’ombra degli alberi.

La più odiata dai figli è indossare un cappello nelle ore più calde. Meglio con visiera per proteggere anche gli occhi. In alternativa, si possono valutare gli occhiali da sole. Anche se giocando con la sabbia è più facile perderli in riva al mare che tenerli. Diffidate dei vestiti anti-uv. Con il trascorrere del tempo e dei lavaggi perdono la loro capacità protettiva.

La più incredibile invece è stare lontano dalle luci riflesse, senza protezione. Sì, perché la sabbia o il cemento possono riflettere radiazioni nocive. Così anche sedersi all’ombra diventa pericoloso, se non facciamo attenzione. Proprio come le giornate grigie: pochi sanno che le nuvole lasciano filtrare fino all’80% delle radiazioni solari. Quindi, occhio alle brutte giornate.

E poi esiste la regola più importante: usare un filtro solare 50+. Le sostanze che filtrano i raggi UV sono un elemento importante nel programma di protezione. Tanto ai bambini non interessa tornare abbronzati dalle vacanze, bensì in salute. Solo un consiglio: applicate una piccola quantità di crema sul polso del bambino il giorno prima di usare il prodotto su tutto il corpo. Se si crea un’irritazione, cambiate prodotto. Per il resto spalmate… spalmate e spalmate su tutto il corpo, senza dimenticare le orecchie, il naso e le labbra del bambino. E ripetete l’operazione ogni due ore, anche dopo il bagno.

Perché proteggere i bambini dal sole dovrebbe essere una regola da seguire ogni giorno. E non un’eccezione.